Giulia Riva Fotografia

Custodire

2015 • 5 foto

La prossimità è qui quella dell'inafferrabile. Non è come se noi ci avvicinassimo invano a ciò che resta sempre ugualmente lontano: noi scopriamo una lontananza che non si apre se non per mezzo della prossimità, un'inafferabilità che resterebbe per sempre insospettata senza le nostre molteplici prese.

Jean-Louis Chrètien - La Ferita della Bellezza

È proprio in queste "molteplici prese" che si svela, in modo non prevedibile, un'originale distanza. Mi avvicino all'oggetto amato, lo stringo con entrambe le mani, tento di afferrarlo, di avvicinarlo a me, ma quello, senza battere ciglio, si allontana inesorabilmente. Si ritrae così in una forma di pudore originale. La distanza di cui si parla non è mai quella dei pochi centimetri che ci sono fra il mio corpo e il corpo dell'amato. La distanza è la scoperta che, ciò che cerco in una carezza, ciò che cerco in un abbraccio, non può essere afferrato. Ciò che vado cercando, dentro l'istinto naturale dell'afferrare, chiede di essere liberato, lasciato andare, custodito. Questa è l'esperienza della vicinanza, della reale prossimità di ciò che che ultimamente non si può possedere e che, proprio per questo, chiede invece di essere custodito.

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